Slider

sicilia category
Visualizzazione post con etichetta sicilia. Mostra tutti i post

RECENSIONE "L'ULTIMO LUPO" DI CORRADO FORTUNA

martedì 28 settembre 2021


“Era una notte calma e serena, rischiarata da una luna cinematografica: grande come quella davanti alla quale ET ed Elliott volavano in bicicletta. Amir aveva finito il conteggio serale, di nuovo con un piccolo brivido di freddo alle ossa. E non soltanto per via dei pochi gradi, che quella notte di agosto avrebbero fatto stendere un sottile velo di brina ghiacciata sulle foglie dei faggi.”


Sullo sfondo di una Sicilia magica, Corrado Fortuna, ne “L’ultimo lupo” racconta la storia di un passato che incombe su un presente costellato di amori, segreti e dolori.

 

A Piano Battaglia, nelle Madonie, fulcro del racconto, si narra essere stato ucciso, tanti anni prima, l’ultimo lupo. A farlo è stato Adelmo, nonno di Tancredi. Quest’ultimo, protagonista del romanzo, per fuggire dalla sua vita attuale e dal dolore di una paternità che sembra non arrivare mai, torna al paese natio, per tentare di ritrovare sé stesso ed un briciolo di tranquillità. Ma non sarà affatto così.

Durante una passeggiata si imbatte nel corpo martoriato di Amir, pastore marocchino, che riesce a pronunciare solo due parole: “il lupo”.

 

Ed è qui che entreranno in scena gli altri protagonisti: Piero, gestore del rifugio, Angela, sua figlia, muta da quando la madre, anni prima, ha lasciato il padre, Mimmo il guardiacaccia, Gaetano e Abele, amici di vecchia data del nonno Adelmo e Gaia Di Bello, ispettrice di polizia, ognuno con le sue ombre ed i suoi segreti.

 

Si tratta di un romanzo forte, che parla di come si può affrontare il dolore, di come scappare non sia la soluzione migliore, che snocciola interrogativi ai quali purtroppo non è sempre facile trovare una risposta. Ho trovato molto interessante la parte legata alla cultura del posto, ai suoi abitanti così chiusi in sé stessi, così ancorati al passato.

Un romanzo che ho letto velocemente ma che purtroppo non è riuscito a coinvolgermi totalmente.


RECENSIONE "I LEONI DI SICILIA" DI STEFANIA AUCI

lunedì 24 maggio 2021

 

“Il terremoto è un sibilo che nasce dal mare, s’incunea nella notte. Gonfia, cresce, si trasforma in un rombo che lacera il silenzio. Nelle case, la gente dorme. Alcuni si svegliano con il tintinnio delle stoviglie; altri quando le porte iniziano a sbattere. Tutti, però, sono in piedi quando le pareti tremano. Muggiti, abbaiare di cani, preghiere, imprecazioni. Le montagne si scrollano di dosso roccia e fango, il mondo si capovolge.”

 

Ed è proprio con un terremoto che si apre la storia della famiglia Florio, raccontata nel romanzo “I leoni di Sicilia” di Stefania Auci, edito Nord.

 

Ci troviamo in Calabria, più precisamente a Bagnara Calabra, nell’autunno 1799.

A svegliarsi, nel cuore della notte, a causa del terremoto, sono Paolo e Ignazio Florio, Giuseppina, moglie di Paolo, ed i figli Vittoria e Vincenzo.

Il terremoto, per i fratelli Florio, ha il sapore della perdita perché proprio a causa di uno di essi persero i loro genitori.

 

Sceglieranno, per cercare di fuggire da questa terra spesso scossa da terremoti (ma non solo), di partire alla volta di Palermo, alla ricerca di un po' di fortuna, che troveranno grazie all’apertura della loro aromateria, un negozio specializzato nella vendita di spezie. Il loro successo ed il passaparola del loro cognome faranno sì che molte gelosie ed invidie nascano, soprattutto da parte dei concorrenti che faranno di tutto per mettere loro i bastoni fra le ruote.

 

Ignazio e Paolo sono molto diversi fra loro; Ignazio è un uomo tranquillo mentre Paolo è risoluto, determinato, pronto a lasciarsi alle spalle un passato doloroso, alla ricerca di una seconda possibilità. Diverso il discorso per Giuseppina, legata alla sua casa ed alla sua terra. La scelta di emigrare in Sicilia sarà per lei fonte di molta preoccupazione e ansia, una decisione che non accetterà mai, nemmeno da vecchia, e che la costringerà a frequenti discussioni con il marito Paolo.

 

Le cose che le donne non dicono sono più di quelle che gli uomini possono mai capire.

 

Il tempo passa e con lui si porterà via Paolo, vittima di una malattia.

Sarà Ignazio a prendere il suo posto a capo dell’aromateria e istruirà il nipote Vincenzo per potergli, in futuro, passare il testimone.

Vincenzo sarà fondamentale per l’evoluzione dell’attività di famiglia perché la sua determinazione, il suo essere curioso e sfacciato, gli darà la possibilità di ottenere grandi successi.

 

Lo stile e la scrittura di Stefania Auci rendono la lettura scorrevole e piacevole, le descrizioni dei luoghi sono tante ma mai noiose. In questo romanzo si parla di famiglia, dell’affetto verso i propri cari e la propria terra e anche di riscatto, della ricerca di una seconda possibilità, per una vita migliore.

 

Oggi, sempre per Editrice Nord, esce il seguito di questo meraviglioso romanzo “L’inverno dei Leoni” che correrò presto a comprare per ritrovare di nuovo quella magia che ho lasciato a fine lettura.

BLOG TOUR "UN GIORNO TUTTO QUESTO" DI ANDREA LERARIO

martedì 5 gennaio 2021

Buongiorno lettori,

oggi il blog partecipa al Blog Tour del nuovo romanzo giallo di Andrea Lerario “Un giorno tutto questo”, edito Casta Editore. Oltre alla mia recensione, approfondirò la figura di Turi, protagonista principale della storia.

 

A Racitta, piccola cittadina siciliana affacciata sul mare, l’estate è piuttosto intensa. Non per via del caldo, al quale i cittadini sono bene abituati, ma bensì per le tre rapine che in pochi giorni hanno colpito le tre banche della città. Un evento che da solo non è servito a focalizzare l’attenzione degli abitanti quanto piuttosto il funerale del contadinello più povero del paese, Ciccino Mezzapelle, senza il becco d’un quattrino, al quale qualcuno ha organizzato una “festa” da migliaia e migliaia di euro con tanto di cavalli e calesse.

 

Ma chi? E soprattutto, perché?

 

Ecco che entra in scena il nostro protagonista, Turi Di Dio, colui che nasconde molto di più di quello che lascia trapelare. È il maresciallo dei carabinieri di Racitta, non per sua espressa volontà quanto per quella del padre, che lo ha fortemente indirizzato alla professione, e come si può bene immaginare, a lui verrà affidata l’indagine relativa alle rapine. Ma, curioso qual è, non potrà non interessarsi anche al maestoso funerale del Mezzapelle. E quello che scoprirà sarà piuttosto interessante…

 

“Una scelta è di chi una scelta ce l’ha”.

 

Turi, dilaniato dal dolore per la perdita della madre, lutto che non è ancora riuscito a superare nonostante siano passati 30 anni, è refrattario al dolore, cerca in tutti i modi di scappare da ciò che lo può provocare. È un uomo che dietro a comportamenti piuttosto rudi nasconde un animo gentile, posato ed educato. È fragile, debole, orgoglioso, troppo preso da tutto fuorché da se stesso. È sposato con Marcella, tipica donna del Sud, che non vede in lui “l’uomo di casa”, nonostante Turi, dopo anni trascorsi da scapolo, sia in grado di sopravvivere e di dedicarsi ad ogni attività domestica, quanto piuttosto colui che porta a casa la pagnotta (come si suol dire). Un matrimonio giovane, di soli due anni, con una cicatrice che Turi ha contribuito a lasciare, forse per via della sensazione di costrizione nel quale si ritrova, una vita scelta per sfuggire al mostro della solitudine.

 

“Il carattere era quello che era, ma il suo mestiere lo sapeva fare”.

 

Il suo linguaggio è diretto, a tratti volgare, condito da parolacce e da un complesso intercalare siculo che lo rende però il maschio che si vuole far credere.

Nel corso del romanzo lo vedremo alle prese con una forte crescita personale che gli permetterà di ritrovare e mettere a posto quei tasselli della sua vita andati perduti.

 

“Perché a perdere, è ovvio, un uomo può metterci anche tutta una vita; ma vincere, quello, è un affare immediato”

 

Un romanzo dalla trama delineata sin dall’inizio; non troverete colpi di scena eclatanti ma una scrittura lineare talvolta fin troppo descrittiva. Ammetto di essere stata rallentata, durante la lettura (ma questo è probabilmente un fattore puramente soggettivo), dalle troppe frasi in dialetto siciliano inserite che mi hanno costretta ad una rilettura per cercare di capirne il senso.


E Voi? Siete pronti ad incamminarvi per le stradine di Racitta? Magari, potreste incontrare proprio lui, Turi Di Dio, il maresciallo!

 

Powered by Blogger.
Theme Designed By Hello Manhattan
|

Your copyright

Your own copyright