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RECENSIONE "LA FORTUNA DI FINCH" DI MAZO DE LA ROCHE

giovedì 18 febbraio 2021


“Nicholas ed Ernest Whiteoak stavano prendendo il tè. Ernest, convinto di essere sul punto di ammalarsi di uno dei suoi raffreddori, evitava in ogni modo gli spifferi del corridoio e dell’atrio e si faceva servire il tè in camera. Il fratello gli teneva compagnia davanti al caminetto, dall’altro lato del tavolino apparecchiato. Il gatto di Ernest se ne stava acciambellato ai piedi del padrone, con le zampe sotto la pancia e gli occhi semichiusi a proteggersi dalla vampa, mentre lo Yorkshire terrier di Nicholas, steso sul fianco, sognava, scosso ogni tanto da un piccolo spasmo. I due fratelli si dividevano tra il tè e i loro piccoli compagni.”

 

Ed eccomi di nuovo a Jalna, a casa.

In questo terzo volume “La fortuna di Finch” ci addentreremo ancora di più nel vivo della storia.

La cara nonna Adeline ha scelto di lasciare tutto il suo patrimonio al nipote Finch, che proprio all’inizio del libro compirà 21 anni, età che gli consentirà di mettere le mani sull’ingente patrimonio.

 

La dolcezza e la bontà di Finch sono sempre più palpabili in questo volume. L’eredità della nonna è stata una doccia fredda anche per lui e per questo si sente in colpa nei confronti di tutta la famiglia. Ecco perché sceglie di fare qualcosa per ognuno di loro, incappando, purtroppo anche in investimenti che si riveleranno un totale fallimento. Con una parte delle somme ricevute, decide di accompagnare gli zii Ernest e Nicholas, in Inghilterra, per un viaggio nel paese delle loro origini. Sarà proprio in Inghilterra, a casa della zia Augusta, che Finch incontrerà Sarah, la cugina, della quale si innamorerà. E non sarà il solo a farlo…

 

A Jalna procede la storia d’amore fra Renny e Alayne, seppure fra alti e bassi. Alayne non riesce ad integrarsi totalmente con la realtà dei Whiteoak e questo la porta, spesso, a scontrarsi con alcuni componenti della famiglia. Renny, che nemmeno in questo volume è riuscito a solleticare la mia simpatia, non capisce la moglie; trovo il suo atteggiamento profondamente egoista ed arrogante.

 

Continuo (e spero di continuare a farlo anche prossimamente!) a confermare che questa saga è appassionante, intrigante e piena di ironia.

La scrittura di Mazo de la Roche, molto più particolareggiata e descrittiva in questo volume, rende la lettura veloce e piacevole.

Ogni volta che termino la lettura di un volume e saluto i Whiteoak mi assale la malinconia perché tante sono le emozioni che mi fanno provare.

Ma non posso fare altro che attendere... alla prossima uscita lettori!

RECENSIONE "IL GIOCO DELLA VITA" DI MAZO DE LA ROCHE

sabato 6 febbraio 2021

 

"Superato il tornello del controllo biglietti, per accedere all'arena del Coliseum era necessario percorrere un tratto coperto da un tendone a righe bianche e rosse. Il pavimento in cemento del passaggio era fradicio e cosparso di impronte fangose, spazzato da una corrente d'aria gelida più veloce dei cavalli che gareggiavano nell'arena. Entravano in pochi, ormai; solo qualche ritardatario come il diciottenne Finch Whiteoak, con l'impermeabile e il cappello di feltro morbido intrisi di pioggia, un velo di lucido umidore sulle guance lisce e scavate."


È sempre bello tornare dove si è stati bene ed io l’ho fatto ritornando a Jalna, dalla famiglia Whiteoak.

Ne “Il gioco della vita”, secondo volume della fortunatissima saga, ci ritroviamo nella storica tenuta canadese esattamente un anno dopo la fine del precedente volume, intitolato per l’appunto “Jalna”.

 

Troviamo tutta la famiglia al completo, ma, differentemente dal precedente volume, la cara vecchia Adeline è spesso lontana (fisicamente) dai suoi cari per via della malattia che la costringe a letto.

Non sarà certo questo a spegnere il suo entusiasmo ed il suo desiderio di scompiglio. Adeline sarà sempre colei che terrà le fila della storia e alta la nostra attenzione.

Chi sarà l’unico beneficiario della sua eredità? Solo uno, sì, perché questo è il volere della nonna.

 

Inutile dirvi che la lettura è stata spassosa e scorrevole, la penna di Mazo de la Roche è straordinaria.

In questo volume hanno trovato spazio principalmente due componenti della famiglia: Renny, sempre innamorato di Alayne, con il suo spirito tenebroso ed il suo animo profondamente tormentato, e Finch, il giovanotto incompreso, le cui passioni non vengono capite e sostenute dai suoi famigliari.

 

Finch, è il personaggio che più mi provoca un senso di tenerezza. Trovo molto profondo il suo amore nei confronti della musica e dell’arte in generale, un amore che non viene capito dagli altri componenti della famiglia, anzi, che spesso viene deriso e denigrato. In questo secondo capitolo della saga l’ho trovato cresciuto, maturato, e credo (e spero soprattutto!) che la penna della scrittrice continuerà a rendergli giustizia nei prossimi volumi.

Renny, invece, non incontra la mia simpatia. Lo trovo spesso arrogante, poco comprensivo, irascibile. Sono curiosa di vedere quale piega prenderà la storia d’amore con la sua Alayne.

 

Insomma, i Whiteoak sono così complicati ma anche divertenti, a tratti al limite del comico.

Voi? Avete già fatto la loro conoscenza?

Se la risposta è no, beh, vi consiglio di farlo!


RECENSIONE "JALNA" DI MAZO DE LA ROCHE

venerdì 3 aprile 2020


Mazo De La Roche ci guida attraverso i corridoi ed i boschi di Jalna, meravigliosa tenuta dell’Ontario e residenza della numerosa (e oserei dire “stramba”) famiglia Whiteoak.
A capo della famiglia troviamo la nonna Adeline, 99 anni ed un carattere non sempre gestibile, i figli Ernest e Nicholas ed i nipoti, Meg, Renny, proprietario di Jalna, Eden, Piers, Finch ed il piccolo Wakefield.

Ognuno dei personaggi viene sapientemente descritto, dalla penna dell’autrice, con le sue caratteristiche e le sue particolarità, e sarà impossibile non affezionarsi o provare antipatia per ciascuno di loro.
Quello che “sconvolgerà” la vita a Jalna sarà l’arrivo delle due nuore, Pheasant, figlia illegittima del vicino Maurice, sposa di Piers e Alayne, giovane americana, sposa di Eden. 

Le pagine scorrono veloci, la scrittura di De La Roche è quanto mai attuale se consideriamo che il libro è stato scritto negli anni ’20; i litigi tra fratelli, le gelosie, le improvvise passioni (corrisposte e non) e le fughe tengono l’attenzione del lettore sempre accesa soprattutto grazie all’ironia che ci viene regalata. 
Non fatevi spaventare dalla mole della saga… 16 volumi possono sembrare molti ma una volta conosciuti i Whiteoak e respirata l’atmosfera incantevole della tenuta sarà difficile attendere l’uscita del volume successivo perché tanta sarà la curiosità di saperne sempre di più.

Non resta, quindi, che aspettare l’uscita del secondo volume, prevista inizialmente per aprile ma rimandata a causa dell’emergenza Covid -19.

“Jalna” è stato il protagonista della prima tappa del gruppo di lettura pensato con Valentina, una cara amica di Instagram, e rintracciabile con l’#noifaziamo.
Abbiamo pensato di leggere un libro al mese delle saghe famigliari edite Fazi Editore: “Jalna” di Mazo De La Roche, “I Cazalet” di Elizabeth Jane Howard e “La trilogia del secolo” di Carmen Korn.

Aprile diventerà quindi il mese del primo volume della saga de “I Cazalet”.

#noifaziamo e tu?

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