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RECENSIONE "ANNA DAI CAPELLI ROSSI" DI LUCY MAUD MONTGOMERY E ANTONIO LORENTE

lunedì 7 marzo 2022


ANNA DAI CAPELLI ROSSI

Lucy Maud Montgomery, Antonio Lorente

384 pagine

Nord-Sud

Data uscita: 28 ottobre 2021

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TRAMA

 

La vita della piccola Anna Shirley, rimasta orfana in tenera età, non è mai stata facile. Eppure, grazie a un fortuito errore del caso, tutto sta per cambiare. I due anziani fratelli Cuthbert, infatti, vorrebbero adottare un ragazzo che possa aiutarli nel duro lavoro in campagna. Al suo posto, però, viene loro affidata proprio Anna, una bambina con le lentiggini e i capelli rossi, piena di curiosità e immaginazione. La sua venuta metterà in subbuglio la piccola comunità di Avonlea, rivoluzionando la vita tranquilla dei suoi genitori adottivi. Ma la nuova arrivata, grazie ai suoi modi gentili e alla sua vivacità, sarà capace di farsi amare da tutti. Il capolavoro di Lucy Maud Montgomery torna in libreria in una preziosa edizione integrale con le illustrazioni di Antonio Lorente. Tra le sue pagine, i lettori potranno scoprire e riscoprire una delle eroine più amate della letteratura per ragazzi, capace di mantenersi sempre fedele a sé stessa e di rischiarare il mondo che la circonda con la sua allegria e il suo travolgente ottimismo.

 

IL PENSIERO DI FRANCI

 

Anna ha 11 anni quando viene adottata dai fratelli Cuthbert, Marilla e Matthew, abitanti di Avonlea, alla ricerca di un aiutante nella fattoria di Green Gables. Erano convinti che dall’orfanotrofio sarebbe arrivato un ragazzo e invece ecco la piccola Anna, minuta, mingherlina con due lunghe trecce rosse ed una spruzzata di lentiggini sul viso. Anna è una ragazzina sensibile, una profonda sognatrice dal carattere tenace e deciso.

 

Il suo arrivo ad Avonlea non sarà esattamente come se lo aspettava.

Marilla, donna austera, severa e tutta d’un pezzo, non è intenzionata a adottarla mentre Matthew, uomo buono e molto silenzioso, è segretamente felice della nuova presenza che allieta le giornate.

 

Di certo Anna si rivelerà piuttosto maldestra; le sue marachelle però non mancheranno di farvi sorridere, ed ognuna di esse sarà accompagnata da profondi pensieri esternalizzati con paroloni che risultano difficili da immaginare in bocca ad una ragazzina non ancora adolescente.

 

Sarà la solarità di Anna a far cambiare idea a Marilla che si affezionerà inevitabilmente a lei, perché è impossibile non innamorarsi di questa ragazzina!

 

Anna è piena di vita e questo suo atteggiamento nei confronti della vita la farà ben volere da tutti, soprattutto da Diana, che diventerà la sua migliore amica e con la quale trascorrerà bellissime giornate all’insegna della libertà.

Non mancheranno, nel corso della lettura, scene esilaranti che vi impediranno di trattenere le risate!

 

Le immagini, un vero tripudio di colori, impreziosiscono questo volume, in aggiunta allo stile impeccabile dell’autrice, spensierato e divertente, con una cura particolare nella descrizione dei paesaggi e dei personaggi, che riesce a toccare temi particolarmente spinosi, in maniera semplice e delicata grazia ad una scrittura scorrevole e molto leggera.

 

La storia di Anna è piena di passione, di amore e di dolore. È una storia dove i sentimenti ed i valori sono in primo piano, e dove la fantasia e l’immaginazione vengono utilizzate per alleggerire quei pensieri un po' pesanti che spesso ci impediscono di godere di quello che ci circonda.  

 

Una lettura che consiglio spassionatamente, perché abbiamo davvero bisogno di sentirci un po' “Anna” anche noi.

 

 

 

 


RECENSIONE "IL MAIALINO DI NATALE" DI J.K. ROWLING

sabato 30 ottobre 2021


IL MAIALINO DI NATALE

J. K. Rowling

320 pagine

Salani

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TRAMA

 

Jack adora il suo maialino di pezza, Mimalino, detto Lino. È sempre lì per lui, nei giorni belli e in quelli brutti. Una Vigilia di Natale, però, succede una cosa terribile: Lino si perde. Ma la Vigilia di Natale è il giorno dei miracoli e delle cause perse, è la notte in cui tutto può prendere vita... anche i giocattoli. Jack e il suo nuovo pupazzo, il Maialino di Natale (fastidioso sostituto fresco di negozio), si imbarcano in un piano audace. Insieme intraprenderanno un viaggio mozzafiato nella Terra dei Perduti, dove ‒ con l'aiuto di un portapranzo parlante, di una bussola coraggiosa e di un essere alato di nome Speranza ‒ cercheranno di salvare il miglior amico che Jack abbia mai avuto dal terribile Perdente: un mostro fatto di rottami che divora ogni cosa... 

 

IL PENSIERO DI FRANCI

 

“Mimalino era un maialino di pezza, fatto della stessa stoffa di un asciugamano morbido. Era divertente da lanciare, perché aveva delle palline di plastica nella pancia. Le zampette soffici erano della misura giusta per asciugare una lacrima. Quando Jack, il suo proprietario, era molto piccolo, si addormentava ogni sera succhiando l’orecchio di Mimalino. Mimalino si chiamava così perché quando Jack aveva imparato a parlare non riusciva a dire bene ‘il mio maialino’ e quindi diceva ‘Mimalino’.”


Quanti di voi, da bambini, hanno avuto un peluche come compagno di gioco e di vita? Io avevo un bambolotto, battezzato “Giulio”, al quale facevo i vestiti a maglia insieme a mia nonna, e guai a chi me lo toccava! Era tutto per me, lo portavo ovunque andassi.

 

Un po' come Mimalino (poi abbreviato in Lino), il maialino di Jack. Entrambi sono i protagonisti del nuovo libro della Rowling, “Il maialino di Natale”, edito Salani, un’ottima idea regalo per questo Natale che si avvicina.

Lino è il miglior amico di Jack, è il suo compagno fidato, sono inseparabili. Lino non è solo un peluche, per Jack lui è molto di più, e diventerà ancora più importante dopo la separazione dei suoi genitori. Con Lino non sono mai servite troppe parole, lui comprendeva tutto il suo dolore ed era pronto a raccogliere i suoi sfoghi ogni sera, sotto alle coperte, prima di dormire e stretti in un abbraccio.

La vita di Jack subisce quindi un grandissimo cambiamento, dal trasferimento in una casa nuova al cambio di scuola e di amici. Conoscerà Holly Macaulay, la ragazza più in voga della scuola, famosa per le gare di ginnastica, una specie di dea per i compagni, che lo sceglie come amico.

Un’amica che però, per gelosia o per chissà che altro, un giorno getta fuori dal finestrino dell’auto Lino, facendo cadere Jack in uno stato di profondo dolore.

Ma non tutto è perduto, perché la notte di Natale si sa, è magica, e tutto può succedere.

Jack dovrà recuperare Lino dalla terra dei Perduti, il luogo dove finiscono tutti gli oggetti dimenticati o persi, facendo attenzione a “Il Perdente”, in un viaggio molto avventuroso fra città dai nomi bizzarri come Usa e Getta e Dove Sarà Mai e compagni di avventura altrettanto strani.

 

“La perdita fa parte della vita. Ma alcuni di noi vivono nonostante siano stati persi. È tutto merito dell’amore.”

 

Non vi svelerò, ovviamente, se Jack e Lino si ritroveranno, questo non lo farò! Vi dico solo che questa lettura sarà emozionante, travolgente e sarà in grado di farvi riflettere, in maniera piuttosto profonda, sul significato della perdita e su come affrontarle. Non fatevi scappare l’opportunità di leggerlo, la Rowling ci ha regalato un altro piccolo, grande capolavoro.


RECENSIONE "FAMIGLIE FAVOLOSE" DI FRANCESCO MADDALONI E GUIDO RADAELLI

lunedì 17 maggio 2021


GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L'OMOFOBIA

"Abbiamo tutti diritto a una famiglia"


In questa giornata densa di significato non posso non mostrarvi questo meraviglioso albo che ho apprezzato tantissimo e che è piaciuto molto anche ai miei piccoli. Si tratta di "Famiglie favolose" di Francesco Maddaloni e Guido Radaelli, edito Salani, che ringrazio per avermi omaggiato della copia cartacea.


Sette storie per raccontare l'amore, per parlare di diversità, di separazioni, di perdite. Ma anche di mamma, papà, di nuovi rapporti, famiglie allargate e di quanto sia importante scegliere. 


"Le cose diverse sono uniche e per questo preziose"


E non c'è niente di più vero.

Le nostre diversità sono ciò che ci rendono esseri unici, perfetti ma allo stesso tempo imperfetti.

Il nostro essere diversi però, non può e non deve impedirci di amare, nè di desiderare di costruire una famiglia perchè


"Una famiglia non si misura coi numeri ma con l'amore"


E non importa se quella famiglia è composta da un uomo e una donna, da due uomini o da due donne. 


"Casa è dove non ci si sente mai soli"


E dove c'è amore, quello vero, non esiste solitudine.

VIVA L'AMORE, SEMPRE. 

RECENSIONE "IL BAMBINO, LA TALPA, LA VOLPE E IL CAVALLO" DI CHARLIE MACKESY

mercoledì 10 febbraio 2021

 

“La più grande illusione è pensare che la vita debba essere perfetta!

 

Sfogliando questo libro, sulle prime, si può pensare che i primi destinatari della lettura siano i più piccoli complici le illustrazioni semplici.

Se però ci si sofferma sulle frasi e sul significato di ogni singola immagine si scopre che dietro, nascosto, c’è molto di più e che si tratta di una lettura anche (e a mio parere specialmente) per noi adulti.

 

“Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo” è un racconto pieno di insegnamenti e costellato di tematiche profonde, quali la singolarità degli individui, l’amore, la paura, la curiosità, l’onestà, il coraggio e la gentilezza.

 

“Nulla è più potente della gentilezza. Sta lì, quieta, al di sopra di tutto”

 

Niente di nuovo, potreste pensare, tanti libri per adulti e albi illustrati per i più piccoli hanno trattato gli stessi temi.

In questo libro però, grazie a frasi brevi e disegni schematizzati ma intrisi di significato, verrà ricordato ad ognuno di noi quanto sia importante l’amore, quello che ti indirizza sempre nel posto giusto, a casa, quello che ti permette di amare le persone per ciò che sono, nel bene e nel male; si parlerà della paura e di come si possano trasformare quelle che sembrano debolezze nei nostri maggiori punti di forza, non vergognandosi di chiedere aiuto e talvolta di mostrarsi deboli.

 

“Immagina come saremmo se avessimo meno paura”

 

Ognuno di noi ha un obiettivo nel corso della vita, quel qualcosa che gli consente di andare avanti, di avere forza. Non è sempre facile, spesso ci vuole molto coraggio, ma bisogna sempre inseguire quel sogno, quell’obiettivo, anche quando le cose sembrano non andare. Bisogna aiutarsi con la curiosità, che sempre apre cuore e mente. Bisogna essere onesti, felici di ciò che si è, circondarsi di affetti sinceri e profondi ed avere il coraggio di esternare tutti i sentimenti e le sensazioni.

Ma soprattutto è importante essere contenti ed orgogliosi di ciò che si ha, sapendo dargli un valore, essere fieri degli sforzi fatti, guardare il lato positivo.

 

“Il tuo bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno?” chiese la talpa. “Sono felice di avere un bicchiere” rispose il bambino

 

Un libro che consiglio a chi deve imparare a non aspettarsi nulla dagli altri.

La prima persona per la quale dobbiamo avere rispetto siamo noi, i critici più inflessibili.

Una volta apprezzata la nostra persona saremo in grado di fare lo stesso anche con chi ci circonda.


RECENSIONE "IO NON TI LASCIO SOLO" DI GIANLUCA ANTONI

giovedì 28 gennaio 2021


Un tale chiamato Albert Camus sosteneva che “La vita è la somma di tutte le tue scelte” ed io non posso che essere d’accordo.

Quando ho ricevuto la proposta di leggere questo romanzo in anteprima non ho avuto dubbi, ancora prima di cominciarlo sapevo che mi sarebbe rimasto aggrappato al cuore.

Caro Camus, una scelta che sicuramente ha arricchito il mio io!!

 

“Io non ti lascio solo” di Gianluca Antoni, è un esordio travolgente disponibile da oggi, 28 gennaio 2021, ed è il primo romanzo che inaugura il nuovo progetto editoriale Salani, Le Stanze.

 

La trama può apparire “sempliciotta”: due bambini che scappano nel bosco per cercare il cane di uno dei due, fuggito perché spaventato dal temporale, l’incontro con “l’orco” del paese, Guelfo Tabacci, indiziato anni prima per la scomparsa (ed il sospetto omicidio) del figlio, caso seguito dal maresciallo De Benedittis e, per finire, la scoperta di alcuni segreti tenuti ben chiusi in un cassetto a doppia mandata. Badate bene, ho detto può apparire.

Perché in realtà è tutt’altro. Molto altro.

 

Questa è la storia di Filo e Rullo, e della loro amicizia, nata sui banchi di scuola. Un’amicizia pura, come solo riesce ad essere questo rapporto fra bambini. Due bambini in realtà molto diversi fra loro, ma si sa, gli opposti si attraggono!

 

Filo è un bambino già cresciuto, un piccolo adulto. È coraggioso, determinato, conosce un sacco di cose, molte di più di quelle che può conoscere un bambino della sua età. È un bambino che sente molto forte il desiderio di differenziarsi, una sorta di ricerca di un senso di unicità.

 

Rullo, invece è un fifone ed è pure permaloso. L’idea di Filo di scappare per cercare Birillo non gli va a genio ma per amicizia decide di sfidare le sue paure e segue l’amico. Filo spesso non lo ascolta perché lo trova noioso e ripetitivo e non accetta il suo atteggiamento di fronte alle difficoltà, non gli piace che l’amico scelga sempre di lasciarsi andare, vorrebbe fosse più combattivo, tenace, proprio come lui.

 

"Meglio mal accompagnati da un amico cacasotto che soli, decisamente meglio."

 

Rullo però è un ottimo amico perché sa tenere un segreto.

 

"Perché la timidezza è solo uno scudo apparente di paura tra sé e lo sconosciuto, e che quando lo sconosciuto diventa conosciuto e abbatti lo scudo allora il timido mostra anche l’anima perché rimane senza difese.2

 

L’avventura di Filo e Rullo può dirsi piuttosto sconsiderata, scappano di casa alla ricerca di Birillo, il cane di Filo


"Io e Birillo siamo stati sempre un’unica cosa, dal giorno che ci siamo scelti."

 

ed in questa folle impresa faranno la conoscenza di Guelfo Tabacci, un uomo solitario, di poche parole e del suo fido amico Diablo. In paese tutti lo conoscono per il suo passato tetro e burrascoso; è stato accusato di essere un uomo violento e di aver ucciso il figlioletto di soli due anni. Guelfo si è sempre dichiarato innocente ma con il passare del tempo ha imparato a convivere con questa colpa che lo ha trasformato in un uomo ferito ed addolorato.

 

Nel corso di questa avventura Filo e Rullo incontreranno Scacco, un orfanello adottato dalla parrocchia ed Amelie, orfana anche lei e adottata dai nonni, e saranno costretti a fare i conti con le proprie debolezze e con le proprie paure, che nonostante la tenera età sapranno trasformare in punti di forza, da sfruttare a proprio vantaggio, ma soprattutto a scoprire una verità che mai avrebbero immaginato e con la quale dovranno convivere.

 

"Più saliamo, più mi prende lo sconforto: penso alla galassia, all’extraterrestre che ci guarda, a quanto siamo piccoli. E a come ci sentiamo grandi invece, nel voler fare questa cosa. Ma grandi non siamo. Siamo come un sassolino di questo sentiero contro il mondo intero, basta un niente per spazzarci via."

 

Antoni è riuscito in maniera superba ad entrare prepotentemente nell’animo, a scavare nel profondo grazie ad una scrittura semplice, scorrevole e ammaliante alternando i punti di vista dei protagonisti dandogli voce dalle pagine dei loro diari, nascosti all’interno del muro della cantina di Guelfo.

I temi affrontati in queste pagine sono molteplici: non si parla solo di amicizia e di valori, ma anche del rapporto genitore/figli, di quanto sia difficile, a volte, mostrarsi deboli e fragili, agli occhi dei nostri figli. Un genitore è un punto fermo, una sicurezza, è casa, ma è comunque un essere umano, con le sue ansie, paure, domande.

 

"Mica si può vedere sempre tutto. Vedi alcune cose, ti soffermi a osservarle e sparisce tutto il resto. Una cosa va in figura e il resto diventa sfondo, e nello sfondo la figura si perde, finché non torna di nuovo in figura, ma in quel momento la figura di prima si perde nello sfondo, è un ciclo infinito. Non c’è figura senza sfondo, né sfondo senza figura."

 

Viene fatta anche luce sul tema della violenza domestica e su quanto, purtroppo, non sempre ci sia una risposta tempestiva da parte delle forze dell’ordine.

 

Un romanzo vero, reale, tangibile; un flusso continuo di emozioni, di sensazioni, di brividi e pelle d’oca.

Per la prima volta nella mia vita ho amato tutti i personaggi perché in ognuno di loro ho trovato un pezzo di me.

Sono ritornata bambina, immaginandomi a correre a perdifiato lungo le stradine sterrate di montagna, con quell’ingenuità e leggerezza d’animo che contraddistingue l’infanzia per ritrovarmi poi adulta, mamma, a combattere con il quotidiano, a volte con i sensi di colpa e con tante piccole paure.

 

Un libro che consiglio a chi vuole sognare restando con i piedi per terra.

 

Grazie Gianluca, il tuo libro mi ha fatto semplicemente sentire VIVA, con i miei lividi e le mie cicatrici.

Grazie Riccardo ed a Salani per questa meravigliosa proposta di lettura.

 

  

RUBRICA 2MAMME4LIBRI TEMA "CIBO"

lunedì 28 settembre 2020


Alzi la mano chi di voi è appassionato di cibo! Non dico dolce o salato nello specifico, ma parlo di “mangiare” in generale.

Se avete alzato la mano allora l’appuntamento di oggi con la rubrica 2mamme4libri fa al caso vostro.

Per il mese di settembre, mese di ripresa dopo le vacanze estive, io e Ilaria abbiamo pensato di consigliarvi 4 libri che trattino il tema del cibo. Sì, avete capito bene, parleremo proprio del mangiare!

 

Per gli adulti la mia scelta è ricaduta su “L’inconfondibile tristezza della torta al limone” di Aimee Bender, edito Minimum Fax, mentre per i bambini ho riletto con estremo piacere “La fabbrica di cioccolato” di Roald Dahl, edito Salani.

 

Partiamo dal libro che per me è stato piuttosto complicato e doloroso leggere.

 “L’inconfondibile tristezza della torta al limone”, è la storia di Rose, una bambina con un dono piuttosto particolare: ogni volta che assaggia un piatto preparato dalla madre oltre ad assaporarne il sapore ne percepisce anche i sentimenti provati durante la preparazione. Un dono che Rose deve tenere nascosto, nessuno potrebbe comprenderla. Nessuno tranne George, l’amico di suo fratello.

Un romanzo che alla base ha il racconto delle emozioni, che non ti mollano mai, dall’inizio alla fine. Provate ad immaginare come si possa essere sentita Rose nell’accorgersi di ogni cambio emozionale della madre, di ogni sua preoccupazione o dolore?

La descrizione della tristezza di Rose, il suo desiderio di vivere una vita normale, come quella della sua amica Eliza, colpisce il lettore come un dardo.

Un libro che onestamente pensavo fosse più leggero, magari anche divertente e che invece mi ha stupita, direi però piacevolmente. Gli spunti di riflessione sono stati tanti e soprattutto interessanti.

 

Passiamo adesso al famoso Willy Wonka e alla sua fabbrica di cioccolato. 

Chi non conosce questa storia? 

Il protagonista è Charlie Bucket, un ragazzo che vive insieme ai suoi genitori ed ai suoi quattro nonni in una piccola casetta di legno. La famiglia Bucket è molto povera ma quello che non fanno mai mancare al piccolo Charlie è una barretta di cioccolato Wonka nel giorno del suo compleanno. Le barrette sono le preferite di Charlie, che, ironia della sorte, vive proprio vicino alla famosa fabbrica. Fabbrica che anni prima aveva chiuso i battenti ma che ora, grazie ad una specie di lotteria li riaprirà. Non per tutti però, ma solo per i cinque bambini fortunati che troveranno il biglietto dorato nascosto all’interno delle barrette.

Il resto della storia è oramai noto alla maggior parte di noi.

Charlie sarà il quinto bambino a trovare il biglietto dorato. I suoi compagni di avventura Augustus Gloop, un bambino con il cibo come unica passione; Veruca Salt, una bambina molto ricca e viziata, Violetta Beauregarde, masticatrice seriale di gomme, e infine, Mike Tivù, appassionato di televisione (il nome effettivamente dice tutto!).

Accompagnato dal nonno Joe, vecchio operaio della fabbrica Wonka, Charlie vivrà l’avventura più emozionante di tutta la sua vita.

Un libro divertente ma allo stesso tempo profondo; un bellissimo viaggio da fare insieme ai propri figli.

 

 


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