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RECENSIONE "TUTTE LE VOLTE CHE MI SONO INNAMORATO" DI MARCO MARSULLO

venerdì 22 luglio 2022


TUTTE LE VOLTE CHE MI SONO INNAMORATO

Marco Marsullo

256 pagine

Feltrinelli #giftedby

Data uscita: 28 aprile 2022

 

TRAMA

 

Chi l'ha detto che, dopo i trent'anni, gli uomini non hanno paura di restare single? E che l'orologio biologico esiste solo per le donne? Cesare, maestro elementare napoletano, ha le idee confuse sull'amore. Tanto romantico quanto cervellotico, si nasconde dietro teorie improbabili e comici segni del destino, ma in realtà soffre per un passato di storie sbagliate, incontri surreali, colpi di fulmine e bruschi risvegli, mentre i suoi amici sembrano aver capito tutto prima di lui. A trentacinque anni, Cesare è rimasto l'ultimo single del gruppo e non sa più cosa farsene della sua libertà. Vive con il gatto Thiago, gira per la città sulla sua Vespa, ha un discreto successo con le ragazze, eppure sempre più spesso la notte torna a casa da solo, con un peso sul cuore. Quando il suo amico Sandro, prossimo alle nozze, gli consegna l'invito con un + 1 che campeggia beffardo accanto al suo nome, Cesare decide di raccogliere la sfida: ha sei mesi per arrivare al ricevimento con una fidanzata. Ma come trovare finalmente la persona giusta? Marco Marsullo si fa portavoce della sua generazione e racconta le relazioni dal punto di vista dei maschi: le loro speranze, i loro desideri, ma anche le ombre, le fatiche, la paura di fallire. Rifuggendo dalle ipocrisie e dal lamento, costruisce un romanzo lucido e ironico, profondamente attuale. Uno spaccato tragicomico sull'affanno – e la meraviglia – di innamorarsi davvero.

 

IL PENSIERO DI FRANCI

 

Cosa può esserci di peggio del trovarsi 35enne, single, circondato da amici accasati ed invitato ad un matrimonio attraverso una partecipazione dove, in maniera a tratti beffarda, troneggia un inquietante “+1”?

Combattuto ed in forte crisi per la sua condizione, forse c’è qualcosa di sbagliato in lui se non è stato ancora in grado di trovarsi una compagna, Cesare raccoglie la sfida: sì, a quel matrimonio lui porterà la sua fidanzata, ha 6 mesi di tempo per riuscire nell’impresa.

 

“Tutte le volte che mi sono innamorato” è la storia di Cesare, arrivato alla soglia dei 35 anni single, dopo svariate storie sbagliate, con ragazze altrettanto sbagliate.

Cesare è un ragazzo felice di essere single, ma non raccontiamocela, è al tempo stesso alla disperata ricerca dell’amore, quello vero, che travolge. Ha voglia di condividere la vita con una donna, la sua donna, anche se, in tutta onestà, l’idea un po' lo intimorisce.   

 

“La solitudine del cuore pesa sempre meno della claustrofobia che prende quando ci si accorge di avere accanto la persona sbagliata.”

 

E saltando fra passato e presente ripercorreremo gli errori del nostro protagonista e sarà facile ritrovarsi nei suoi panni.

 

“Poi ho capito che niente importa, se non ciò che io penso di me.”

 

Marco Marsullo è una garanzia. Per me lo è di sicuro.

Nei suoi romanzi mi perdo, rido, piango, mi immedesimo nei personaggi, a volte mi incazzo pure.

Nelle sue storie leggo vita, e questo è ciò che mi piace trovare in un libro; l’affrontare argomenti importanti con la giusta ironia, senza mai scadere nel banale.

Una lettura che invita a vivere, respirare, sbagliare. Soprattutto a sbagliare, che chissà, magari poi l’amore arriva davvero.

 

“Bisogna solo vivere e respirare. Essere fedeli a sé stessi e sbagliare. Ancora e ancora, fino ad andare a sbattere contro qualcosa e pronunciare finalmente l’unica frase giusta.”


RECENSIONE "I MIEI GENITORI NON HANNO FIGLI" DI MARCO MARSULLO

giovedì 16 aprile 2020


Oggi vi parlo di un romanzo che potrebbe tranquillamente essere catalogato fra quelli “autobiografici”.
Marco Marsullo ci porta a casa sua, all’interno di una famiglia che si è “rotta”.

Il protagonista, diciottenne, è figlio di genitori entrambi medici, separati, che, in quanto tali, desidererebbero, per il figlio, un percorso accademico ed un futuro di tutto rispetto. 
Il figlio, per non deludere le loro aspettative, imboccherà la strada dell’università, facoltà di Giurisprudenza, impegnandosi al massimo (per quanto riguarda l’esito… lascio a voi la lettura del libro!).
I genitori però, sembrano non avere fiducia nei confronti del figlio, non lo supportano e non lo valorizzano, anzi, forse fanno esattamente il contrario.

Troviamo una madre sofferente, che non ha ancora superato il dolore della separazione dal marito a causa di “un’altra”. Una donna infelice, sempre alla ricerca di nuove relazioni con uomini sbagliati. Una donna che paragona continuamente i figli dei colleghi di lavoro al suo, costringendolo a sentirsi sempre meno degli altri, mai abbastanza. Una madre che parla con il figlio tramite una chat di Whatsapp, evitando, se possibile, una chiacchierata vis a vis.

Troviamo poi un padre, completamente assorbito dalla sua passione per i cani e la caccia. Un padre che cerca continuamente l’approvazione del figlio, la sua ammirazione. Un padre che non riesce a parlare con il figlio, quasi gli mancasse il coraggio.
“Non per forza le cose dolorose nascondono conseguenze negative.”

Il protagonista, adolescente di gran cuore, prova molta tenerezza per quel padre così solo, così silenzioso, così assente; quel padre che non gli manca e che non sente la necessità di avere vicino.
Allo stesso tempo il suo più grande desiderio è quello di vedere di nuovo felice la madre, ma felice davvero, lontana dalla spasmodica ricerca di un ipotetico Nirvana tramite sedute di yoga e meditazione che contribuiscono solo a svuotarle il portafoglio.

Ammetto che la lettura di questo libro è stata a tratti dolorosa. Da figlia di genitori separati più volte nel corso del romanzo mi sono immedesimata nel protagonista. 
Ho sentito sulla mia pelle le stesse sensazioni: la frustrazione, la solitudine, l’incomprensione. 
Ho provato molta tenerezza per questo giovane, solo alla scoperta del mondo; diviso fra una madre ancora troppo ragazzina ed un padre annegato dalle sue passioni.

Un romanzo che parla di dolore, di abbandono, di quanto sia difficile a volte parlare con i propri genitori, di quante volte siamo costretti a scontrarci, gli uni con gli altri. 
Un libro che andrebbe letto due volte: una, seguendo il punto di vista del protagonista, quindi “da figli”, ed una mettendosi nei panni dei genitori.

Perché...
“Alla fine la felicità sta tutta nell’uscire vivo dalle cose che non ti ammazzano”



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