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RECENSIONE "SUPERFICIE" DI OLIVIER NOREK

lunedì 16 gennaio 2023


SUPERFICIE

Olivier Norek

336 pagine

Rizzoli #giftedby

Data uscita: 06 settembre 2022


TRAMA


Per il direttore della polizia giudiziaria di Parigi la capitana della squadra antidroga Noémie Chastain è diventata un vistoso, scomodo ingombro. Il suo volto sfregiato da un colpo di fucile durante un blitz è un richiamo inquietante ai rischi del mestiere, nocivo per il morale dei colleghi. Così, senza tante cerimonie viene spedita in via provvisoria ad Avalone, nell'Aveyron: sulla carta, un'opportunità per rimettersi in sesto tra colline e campi disseminati di fattorie nella campagna occitana; di fatto, un trasferimento strategico per dare modo e tempo a chi di dovere di inchiodarla a una scrivania, abbastanza lontano dagli sguardi altrui. Nella sonnolenta cittadina, poco distante da un lago artificiale, il compito di Noémie è valutare la possibile dismissione del commissariato locale, istituzione forse poco utile in quel luogo tranquillo. I giorni si trascinano con la lentezza di un continente alla deriva, fino a quando le acque del lago restituiscono alla superficie un fusto di plastica con dentro un cadavere. Parigi ha tradito Noémie Chastain, e ora, in questa lontana provincia, lei trova la forza e la determinazione di affrontare una nuova indagine fitta di segreti gravi e antichi. Anche se le risposte sembrano svanite nelle pieghe del tempo, irrimediabilmente erose dall'acqua, ormai inghiottite dai profondi silenzi custoditi con ostinazione dagli abitanti di Avalone.


IL PENSIERO DI FRANCI


Noémie rimane ferita durante un blitz per l’arresto di uno spacciatore. Molte le cicatrici ed i segni che richiamano all’accaduto, forse troppo da sopportare anche per Adriel, suo compagno, che non ci pensa due volte ad abbandonarla.


Noémie deve riprendere in mano la sua vita ed è grazie a Melchior, il suo fidato psichiatra, che tutto questo diventa possibile, incominciando dall’accettare il suo nuovo viso e la sua nuova personalità, dandosi un nuovo nome, come a suggellare un nuovo inizio.


Ai suoi superiori ed al suo ex fidanzato non sembra così scontata la ripresa, soprattutto psicologica, di Noémie, ed è per questa ragione che viene trasferita a Decazeville, nell’Aveyron, per un periodo di un mese. La tranquillità della cittadina, dove appare inutile la presenza della polizia, è tutto ciò che le serve.


Ma dopo anni di calma totale, ecco che viene trovato un cadavere in un barile di plastica: un’ottima possibilità per Noémie di dimostrare chi è.

L’indagine costringerà Noémie e la sua nuova squadra ad analizzare il passato, alla ricerca di segreti sepolti da tempo, segreti che scuoteranno non poco alcune delle famiglie della cittadina.


Una lettura carica di suspence, dove i colpi di scena lasciano indiscutibilmente a bocca aperta.

Non solo un ottimo thriller, ma una storia di rivincita, di determinazione, di rinascita.

Una lettura pressoché perfetta.



RECENSIONE "OGNUNO RIDE A MODO SUO" DI VALENTINA PERNICIARO

giovedì 16 giugno 2022


OGNUNO RIDE A MODO SUO

Valentina Perniciaro

240 pagine

Rizzoli #giftedby

Data uscita: 17 maggio 2022

 

TRAMA

 

Sirio nasce nel 2013, prematuro ma sano. Solo otto giorni dopo le sue frettolose dimissioni il suo cuore si ferma: una "morte in culla" scampata che porta i rianimatori alla sentenza di stato vegetativo. Sirio invece oggi cammina e comunica a modo suo, malgrado la diagnosi di tetraparesi spastica e paralisi cerebrale, la tracheostomia, gastrostomia e sordità: parole che non hanno fermato la sua simpatia, voglia di felicità e ricerca di autonomia. Fuori dagli stereotipi del bambino speciale e delle madri coraggio, la famiglia di Sirio ha iniziato a raccontare in rete la necessità di assistenza, il bisogno di condivisione e socialità, la valorizzazione delle diversità, scegliendo di dar voce a chi voce non ha con la giusta dose di ironia e irriverenza.

 

IL PENSIERO DI FRANCI

 

“Sirio, destinato all’autunno, ha scelto il segno del leone e ruggisce.”

 

42 giorni prima di poter tornare a casa, a nemmeno 2 chili di peso, per incontrare per la prima volta, Nilo, il fratello maggiore, di soli tre anni.

Poi, dopo soli otto giorni il destino si abbatte nuovamente, bastardo, su Sirio.

Il suo cuore si ferma, per quasi 20 minuti, pensare di nuovo alla vita sembra quasi impossibile.

Ma un bip dal monitor rompe il silenzio.

 

“Sirio è vivo, ma forse sarebbe stato meglio avesse vinto la morte.”

 

Encefalopatia ipossico-ischemica, tetraparesi spastica, insufficienza respiratoria con tracheostomia, grave ritardo neuro-evolutivo, disfagia con gastrostomia.

Questa è la lunga diagnosi di Sirio, di una vita che sembra perdersi ma allo stesso tempo una vita alla quale Sirio si aggrappa per non lasciarla andare più.

Il processo di riabilitazione è lentissimo ma è fatto di piccoli passi che portano gioia.

 

Questa è una storia vera, la storia dei Tetrabondi.

Il racconto di un amore, quello di Valentina e Paolo, nato all’interno del carcere di Rebibbia dove Paolo era detenuto e dove Valentina era andata ad intervistarlo, in qualità di redattrice dell’emittente Radio Onda Rossa.

Il racconto della nascita della loro famiglia, l’arrivo di Nilo e successivamente di Sirio.

Il racconto di una mamma che ogni mattina si veste da guerriera e affronta la giornata, a volte dimenticandosi di cosa voglia dire essere semplicemente VALENTINA.

 

Ho letto questo libro in pochissimi giorni, entrando in punta di piedi nella vita dei Tetrabondi.

Nel corso della lettura sono stata travolta da un mix di emozioni che spesso mi hanno costretta a fermarmi per lasciarle sedimentare. Ho percepito quell’incertezza e quell’instabilità che le parole spesso portano con sé.

Soprattutto quelle parole sputate senza riflettere, senza pensare, quelle che fanno più male di mille coltelli piantati nella schiena.

 

Ma allo stesso tempo ho anche visto, attraverso le parole, un sacco di sorrisi, di quelli sinceri, di quelli che è necessario imparare a “vedere”, davvero, e non solo con gli occhi.

 

“Ognuno ride a modo suo, piccolo straordinario amore di mamma, e mai smetterò di ringraziarti per avermelo insegnato, mai.”


OGGI LA MAMMA LEGGE "GRANDE PANDA E PICCOLO DRAGO" DI JAMES NORBURY

mercoledì 27 aprile 2022


GRANDE PANDA E PICCOLO DRAGO

James Norbury

160 pagine

Rizzoli

Data uscita: 26 aprile 2022

 

Ho ragionato molto su quali fossero le parole giuste da utilizzare per parlarvi di questo immenso capolavoro uscito proprio ieri per Rizzoli.

Ho scelto di usare quelle che mi sono scaturite direttamente dal cuore, a fine lettura.

 

La storia di Grande Panda e Piccolo Drago, amici per la pelle e protagonisti di questo libro, è la storia del viaggio della vita, scandito dallo scorrere delle stagioni.

I due personaggi, sebbene frutto dell’immaginario dell’autore, risultano estremamente reali, con le loro debolezze e fragilità. Il viaggio permetterà loro di imparare molte cose, prima fra tutte l’importanza di apprezzare le piccole cose che ci circondano e che spesso non attirano la nostra attenzione.

 

<Trova il tempo per le piccole cose> disse Grande Panda. <Spesso sono le più importanti.>

 

Ogni pagina contiene poche frasi ma simboliche e d’effetto, dialoghi botta e risposta fra i due amici che apriranno svariati scenari di riflessione. Le illustrazioni, a mio parere delicatissime, accompagnano di pari passo le parole, donando una sensazione di serenità nel corso della lettura.

 

Questo è senz’altro un libro da leggere e rileggere, un ottimo compagno per i nostri momenti “no”, una fonte di grande insegnamento per i nostri ragazzi.

 

Anche noi ci stiamo godendo un viaggio, quello della nostra vita. Spesso abbiamo paura e solo il coraggio di sperimentare ci permetterà di crescere e di godere appieno questa avventura.

 

<Se non ci provi> disse Grande Panda, <non saprai mai se puoi volare.>

 

Senza correre però, perché la fretta non ci permette di apprezzare ciò che ci circonda e soprattutto perché la vita non è una gara.

Alla fine, nessuno ci infilerà al collo una medaglia d’oro, d’argento o di bronzo, ma sicuramente potremmo essere fieri di noi stessi se sapremo di avere dato il meglio.

 

<Siamo quasi arrivati?> chiese Piccolo Drago.

Grande Panda sorrise.

<Spero di no.>


RECENSIONE "L'INCREDIBILE FAMIGLIA APPENZELL"

martedì 25 gennaio 2022



L’INCREDIBILE FAMIGLIA APPENZELL

Sébastien Perez – Benjamin Lacombe

80 pagine

Rizzoli

Data uscita: 23 novembre 2021

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IL PENSIERO DI FRANCI

 

Piccola premessa: questo libro è meraviglioso.

E non lo dico perché si tratta di una collaborazione o perché voglio fare la ruffiana.

Lo dico perché è un dato di fatto, oltre ogni ragionevole dubbio.

 

Victoria Appenzell riceve in dono dalla nonna una scatola. Apparentemente potrebbe sembrare un regalo insignificante ma dentro quella scatola, piena di foto e di lettere, è contenuta la storia di tutta la sua famiglia. Un’eredità preziosa che Le permetterà di ricostruire le sue origini, avvicinandosi a quei parenti mai conosciuti ed ai loro segreti.

 

Gli Appenzell erano banchieri a Ballovre, dove abitavano in un maestoso palazzo in centro. La loro era una famiglia singolare: al suo interno era possibile trovare chi con un solo occhio, chi con piedi e mani enormi, chi con quattro braccia, chi ricoperto di pelo, chi cieco…

 

“La sua menomazione (cecità) gli aveva insegnato a vedere la vera natura delle persone”

 

Un racconto dove protagonista è la diversità, raccontata attraverso poche parole e molte immagini; “difetti”, se così li vogliamo chiamare, che rendono unici e inimitabili gli Appenzell.  

 

Fra intrecci amorosi, nascite, morti, disgrazie e rinascite conoscerete la famiglia più straordinaria che vi sia mai capitato di incontrare.


RECENSIONE "LE NOVE VITE DI ROSE NAPOLITANO" DI DONNA FREITAS

lunedì 8 novembre 2021

 

LE NOVE VITE DI ROSE NAPOLITANO

Donna Freitas

348 pagine

Rizzoli #giftedby

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TRAMA


Scena numero uno. Tra Rose e Luke il litigio scoppia in camera da letto, davanti a un flacone di vitamine prenatali. Lei aveva promesso di prenderle, e non l'ha fatto; lui aveva sempre pensato di non volere figli, e ha cambiato idea. La decisione di non essere genitori sosteneva, come un pilastro portante, tutta la loro vita insieme. E ora il matrimonio è bloccato, in arresto davanti a una semplice domanda: sarà capace Rose, brillante docente di sociologia, innamorata del suo lavoro, di ripensare se stessa? Scena numero due. Stesso litigio, stesso flacone pieno di vitamine. Ma stavolta Rose prova a mettere in discussione la sua idea di futuro, apre a un ripensamento. Forse, in fin dei conti, potrebbe reimmaginarsi come madre? Desiderare una vita diversa da quella che ha sempre sognato e pianificato? Questo esercizio di fantasia qui succede nove volte. E quelle che incontriamo sono nove vite diverse. E nove affascinanti ipotesi di donna. Tutte possibili, ognuna il frutto di una scelta diversa. Romanzo commovente e provocante sulle tante facce che può prendere l'amore, Le nove vite di Rose Napolitano è anche un atto di coraggio che esplora, con onestà disarmante, i misteri della maternità, del tradimento e della rinascita. È un viaggio intelligente e pieno di emozione alla scoperta di cosa significhi aprirsi, con rabbia o con fiducia, al cambiamento. E stare a vedere l'effetto che fa.

 

IL PENSIERO DI FRANCI

 

Rose e Luke si incontrano su un set fotografico. Lei è impacciata, non ama farsi fotografare. Ma lui la convince. E si innamorano.

Una storia d’amore suggellata, però, da una sola promessa: quella di non avere figli.

Per Rose la cosa più importante è il lavoro, fare carriera, sentirsi realizzata; non si sente dotata di quello che viene chiamato “istinto materno”.

Per Luke il mondo della fotografia è tutto, ma, spinto dai genitori che sognano di diventare nonni e dagli amici che piano piano mettono su famiglia, comincia a cullare l’idea. Perché non parlarne con Rose e provarci?

 

Da quell’esatto momento per Rose si aprono nove tipi di vita differenti. Vite nelle quali diventa madre, altre dove non lo diventa affatto, vite dove affronta tradimenti, la fine di un matrimonio, la ripresa, la caduta.

Ma cosa vuole veramente Rose dalla vita? È sicura di saperlo? È sicura delle sue scelte? Se decidesse di cambiare idea, sarebbe veramente felice?

 

Il tema della maternità, è spesso piuttosto complesso da sviscerare. In questo libro l’autrice lo tratta in maniera delicata ma allo stesso tempo profonda, creando un personaggio, quello di Rose, che dietro a comportamenti apparentemente forti nasconde una personalità molto fragile e insicura, frutto, in gran parte, del complicato rapporto con la madre.

 

“Le nove vite di Rose Napolitano” è un romanzo che scorre inesorabile, che entra sottopelle, che lacera. Uno di quei romanzi che lascia l’amaro in bocca.

Ma che, allo stesso tempo, è in grado di stregare il lettore.



RECENSIONE "L'ULTIMO LUPO" DI CORRADO FORTUNA

martedì 28 settembre 2021


“Era una notte calma e serena, rischiarata da una luna cinematografica: grande come quella davanti alla quale ET ed Elliott volavano in bicicletta. Amir aveva finito il conteggio serale, di nuovo con un piccolo brivido di freddo alle ossa. E non soltanto per via dei pochi gradi, che quella notte di agosto avrebbero fatto stendere un sottile velo di brina ghiacciata sulle foglie dei faggi.”


Sullo sfondo di una Sicilia magica, Corrado Fortuna, ne “L’ultimo lupo” racconta la storia di un passato che incombe su un presente costellato di amori, segreti e dolori.

 

A Piano Battaglia, nelle Madonie, fulcro del racconto, si narra essere stato ucciso, tanti anni prima, l’ultimo lupo. A farlo è stato Adelmo, nonno di Tancredi. Quest’ultimo, protagonista del romanzo, per fuggire dalla sua vita attuale e dal dolore di una paternità che sembra non arrivare mai, torna al paese natio, per tentare di ritrovare sé stesso ed un briciolo di tranquillità. Ma non sarà affatto così.

Durante una passeggiata si imbatte nel corpo martoriato di Amir, pastore marocchino, che riesce a pronunciare solo due parole: “il lupo”.

 

Ed è qui che entreranno in scena gli altri protagonisti: Piero, gestore del rifugio, Angela, sua figlia, muta da quando la madre, anni prima, ha lasciato il padre, Mimmo il guardiacaccia, Gaetano e Abele, amici di vecchia data del nonno Adelmo e Gaia Di Bello, ispettrice di polizia, ognuno con le sue ombre ed i suoi segreti.

 

Si tratta di un romanzo forte, che parla di come si può affrontare il dolore, di come scappare non sia la soluzione migliore, che snocciola interrogativi ai quali purtroppo non è sempre facile trovare una risposta. Ho trovato molto interessante la parte legata alla cultura del posto, ai suoi abitanti così chiusi in sé stessi, così ancorati al passato.

Un romanzo che ho letto velocemente ma che purtroppo non è riuscito a coinvolgermi totalmente.


RECENSIONE "LA VERITA' SUL TENERE SEGRETI" DI SAVANNAH BROWN

lunedì 23 agosto 2021


“La vista del corpo avrebbe dovuto avere un effetto catartico, ma quell’uomo con il rossetto non era mio padre. Cioè, era lui, ma non era lui.”

 

Benjamin Whitaker, lo psicologo di Pleasent Hills, è morto in un incidente d’auto. Per Sydney, la figlia, non è stato un incidente casuale. Probabilmente conosceva molti, troppi segreti di alcuni degli abitanti del paese, suoi pazienti. Ed il fatto di ricevere messaggi anonimi proprio sulla sua morte la costringe a volerne sapere di più.

 

Un giorno, sulla tomba del padre, trova June Copeland, la ragazza che agli occhi di tutti sembra “inarrivabile” per la sua perfezione. Si scambiano confidenze e diventano amiche, se di amicizia si può parlare.

A Sydney June piace molto, se ne è praticamente innamorata ma il loro è un rapporto strano, per Sydney dietro agli atteggiamenti di June si cela molta falsità.

 

“L’estasi vive da qualche parte tra le nuvole, ma l’infelicità scava sempre più in profondità fino al centro della terra, per poi uscire dall’altra parte.”

 

Sarà proprio il rapporto con June ad aprire gli occhi a Sydney su molti dei dubbi che aveva ed a farle rivalutare i rapporti.  

 

Premetto che non si tratta di un thriller; all’interno del libro troviamo pochissimi spunti “investigativi” e anche se la trama può trarre in inganno classificherei questo libro più come un mistery.

 

La scrittura è scorrevole ed il libro si presta ad essere letto in maniera rapida anche se a tratti può risultare ridondante; i temi trattati principalmente sono quelli del lutto e dell’omosessualità e questa è una scelta che ho apprezzato molto soprattutto perché è un libro young adult, rivolto, appunto, ad un pubblico più giovane, che può così, facilmente, approcciarsi a queste tematiche.

RECENSIONE "IL CARDELLINO" DI DONNA TARTT

venerdì 13 novembre 2020

 
Ci sono libri che colpiscono e spaventano per la loro corposità.

Sono quei libri che prendiamo in mano più volte, attratti dalla copertina o dalla trama, ma che immancabilmente posiamo perché “ora non è il momento”, “ho bisogno di una lettura più breve” etc.

I cosiddetti “mattoni”.

 

“Il cardellino” si è collocato, per me, negli ultimi due anni, proprio all’interno di questa nicchia.

E c’è rimasto fino allo scorso luglio quando Emilie mi ha coinvolta nella lettura grazie al GDL #ilmattondellestate.

Ecco, non potrei esserne stata più felice.

 

Al di là del suo spessore “Il cardellino” è un libro che si divora; un libro che intrappola senza dare la possibilità di accorgersene. Un libro che emoziona e che scava nel profondo di ognuno di noi.


Il protagonista è Theodore Decker, che conosceremo da bambino e che vedremo crescere, pagina dopo pagina; un ragazzo dal passato intenso e doloroso, costretto a misurarsi troppo in fretta con la perdita della madre durante un attentato al museo che stavano visitando insieme, al quale lui è incredibilmente sopravvissuto.

 

Non possiamo obbligarci a desiderare ciò che è bene per noi o per gli altri. Non siamo noi a determinare il tipo di persone che siamo.

 

La scrittura di Donna Tartt è molto descrittiva; un fattore che per alcuni potrebbe essere negativo ma che per me è stato un valore aggiunto alla lettura; i personaggi sono stati caratterizzati perfettamente, così come le descrizioni dei paesaggi sfondo della vicenda.

Una storia di vita, un racconto che parla di vita, e lo fa in maniera magica e poetica, lasciando spazio a profonde riflessioni.

 

Chi avrebbe mai detto che era in mio potere far felice qualcuno? O che io stesso potessi essere felice?


Una lettura che mi ha tenuto compagnia per circa due mesi e che, dilazionata nel corso delle settimane, mi ha dato modo di apprezzarla ancora di più, perché mi ha permesso di dedicarle il tempo che merita.

Una lettura che consiglio davvero, un viaggio che è necessario fare.

 

Non possiamo scegliere cosa vogliamo e cosa non vogliamo e questa è la verità nuda e cruda. Non possiamo scappare da ciò che siamo.

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