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RECENSIONE "SE I PESCI GUARDASSERO LE STELLE" DI LUCA AMMIRATI

lunedì 27 giugno 2022


SE I PESCI GUARDASSERO LE STELLE

Luca Ammirati #giftedby

306 pagine

Sperling & Kupfer

Data uscita: 26 aprile 2022

 

TRAMA

 

Samuele è un trentenne sognatore che combatte per trovare il suo posto nel mondo. Affida le sue speranze di diventare un pubblicitario e di trovare il vero amore a Galileo, detto Leo, il suo amato pesciolino rosso. Si mantiene lavorando come reporter precario e malpagato, mentre la sera soddisfa il proprio animo poetico facendo da guida nel piccolo Osservatorio astronomico di Perinaldo, un borgo sopra Sanremo, un luogo magico per guardare le stelle ed esprimere i desideri. È proprio lì che, la notte di San Lorenzo, conosce Emma: lei lo affascina fin da subito, ma la sua vera identità resta un mistero. Quell'incontro, che durerà poche ore, lasciandogli il dubbio che sia stato soltanto un sogno, gli darà finalmente il coraggio di guardare oltre le sue paure.

IL PENSIERO DI FRANCI

 

Samuele Serra, alla soglia dei trent’anni, è ancora alla ricerca del suo posto nel mondo, di un equilibrio lavorativo ed amoroso che lo renda tranquillo e perché no, anche felice. Ne parla spesso con Leo, il suo pesce rosso, al quale confida le sue preoccupazioni.

Di professione è un reporter per il Sanremo PuntoNews, il quotidiano locale; un lavoro che purtroppo non sente più suo e che spesso lo rende sfiduciato e tendenzialmente di orientamento disfattista.

Come secondo lavoro è una guida all’interno dell’Osservatorio di Perinaldo; per lui è affascinante raccontare ai visitatori la storia delle stelle e permettere loro di esprimere desideri.

 

E proprio nella sera dedicata alle stelle ed ai desideri, la notte di San Lorenzo, Samuele incontrerà Emma, una ragazza dai profondi occhi blu, pieni, però, anche di tanto buio ed incertezze.

Emma per Samuele è quel qualcuno con il quale “misurarsi”, una presenza però troppo breve, fulminea.

Così come arriva, Emma scompare.

 

Samuele è deciso a ritrovarla, nonostante di lei conosca solo il nome.

Il suo animo è sognatore, e nonostante la vita lo abbia reso un po' diffidente, è determinato a ricercare ed inseguire la felicità.

 

“La vita è tutta rischi, imprevisti e incontri inaspettati. Ma, caro, se c’è una lezione che ho imparato è che non si dovrebbero mai perdere di vista le persone.”

 

Un romanzo che ho divorato per la sua scorrevolezza e per la sua semplicità; fra le sue pagine ho trovato conforto, ho riso, mi sono commossa e ho anche riflettuto.

Luca ha raccontato la storia di Samuele, un trentenne un po' in lotta con sé stesso come forse siamo stati in lotta anche noi, almeno una volta nella vita; un personaggio con il quale è facile immedesimarsi e al quale è altrettanto facile volere bene.

 

“Se i pesci guardassero le stelle” è un romanzo che parla di condivisione, altruismo, e riconoscenza e che regala un finale aperto, a libera interpretazione, quella che ci piace di più.

 

 

RECENSIONE "UNA NUOVA VITA" DI VALENTINA CEBENI

giovedì 26 agosto 2021


“Eva chiuse gli occhi e inspirò il profumo caramellato che giungeva dalla Central Santa Sophia, lo zuccherificio di proprietà dei Fontamara poco distante dalla villa. L’aria era impregnata di dolcezza, della linfa che dalle canne recise colava lungo i coltelli dei braccianti chini sotto il sole a falciare i campi intorno alla fabbrica da mattina a sera, disegnando sentieri in boschi di verde e oro a perdita d’occhio.”

 

Amo leggere romanzi che parlano di saghe famigliari e quando ho sentito Melissa parlare di questo romanzo mi sono proposta come compagna di viaggio. Mai avventura fu più bella ed emozionante.

 

Sullo sfondo abbiamo una Cuba degli anni ’30, culla della famiglia Fontamara. La morte di Fernando, direttore della Central Santa Sophia, lo zuccherificio di famiglia, ha portato non poco scompiglio. La vedova Eva, i figli Gabriel, Diana, Myriam e Clio, e la cognata Lia sono costretti a trasferirsi a Roma da Giacomo, fratello di Fernando, perché Cuba non è più un posto sicuro per loro. Miguel Ferrer, concorrente storico dei Fontamara, nonché precedente fidanzato di Eva, non ha intenzione di rendere loro la vita semplice.

 

Al loro arrivo si troveranno una città molto diversa da quella appena lasciata. Roma è alle prese con il fascismo, e per le sue strade si vedono giovani soldati in divisa mescolarsi alle persone comuni e dove il concetto di libertà, piuttosto caro ad Eva, viene più volte messo in discussione facendola sentire come intrappolata all’interno di una gabbia.

 

Un romanzo che ho amato soprattutto per le figure femminili che lo compongono e che a mio avviso sono descritte in maniera pressochè perfetta.

 

Eva, una donna bella, forte, combattiva, una madre coraggiosa che sa cosa vuole e che si è perfettamente sostituita al marito nel compito di capofamiglia.

Lia, che a Cuba ha lasciato il suo amore impossibile e che si rifugia nella lettura dei fondi di caffè e nell’amore dei suoi cari.

Ottavia, moglie di Giacomo, una donna triste, incapace di prendersi cura di sé stessa ed incapace allo stesso tempo di donare amore, alla perenne ricerca di un gesto romantico da parte del marito, totalmente sottomessa a lui. È madre di Ernesto, Angela e Viola e proprio con quest’ultima fatica ad esternare i suoi sentimenti ed a porsi nella giusta maniera.

 

Tre donne che sono il vero centro di questo romanzo, tre donne che impareranno, supportandosi a vicenda, ad essere madri migliori e perché no, donne in carriera. Eva, Lia e Ottavia sono donne che non si perdono d’animo e una volta rimboccate le maniche saranno in grado di ricostruire la propria vita con grande dignità.

 

«A volte penso che l’amore sia una terribile prigionia; all’improvviso diventi ostaggio dei tuoi sentimenti, non sei più tu, ma non puoi farci niente. Continui ad amare, e amare, e amare ancora. E tutto quello che vuoi è stare con chi quell’amore te l’ha acceso dentro.»

 

Un romanzo che ha una potenza tale da trascinarti al suo interno rendendoti partecipe di tutti i segreti e di tutti i rancori fra i protagonisti. Un romanzo che ho desiderato non finisse mai e che è cominciato a mancarmi non appena è stato sistemato sullo scaffale della libreria. Valentina Cebeni e la sua scrittura hanno davvero fatto centro.

 

Una lettura che mi sento di consigliare a chi crede nell’immenso potere delle donne.



RECENSIONE "TI VEDO PER LA PRIMA VOLTA" DI DIEGO GALDINO

lunedì 2 agosto 2021


“Josephine si sforzò di resistere all’impulso di scuotere il foglietto di carta impressionabile, un gesto sbagliato che fanno sempre tutti. Attese qualche minuto, con i pensieri ancora intorbiditi dal sonno, e intanto si passò sulla tempia un fazzoletto di stoffa inumidito. Finalmente tornò a posare lo sguardo sulla polaroid, dove nel frattempo era emerso il suo volto inquadrato nello specchio del bagno. Dalla ferita sulla fronte scendeva un rigagnolo di sangue. Niente di grave, si disse, ma al tempo stesso era sconfortata dal fatto che nonostante le mille precauzioni continuassero a succederle questo tipo di incidenti.”

 

Josephine soffre di narcolessia; è abituata ad addormentarsi nei posti più impensabili e nei momenti meno opportuni. Per esorcizzare la malattia è abituata a scattarsi una foto ad ogni risveglio, così da poter ricordare.

Perché ci sono cose che si possono solo ricordare, e Josephine purtroppo lo sa. Nei suoi pensieri c’è sempre la sua mamma, che non ha potuto conoscere perché è morta mentre la dava alla luce.

 

Ma Josephine scoprirà che la storia della sua vita contiene una bugia, tenuta segreti per anni e che sarà Lorenzo, suo fratellastro, a svelarle. Sarà una notizia che cambierà la sua vita, costringendola ad affrontare le sue paure e le sue incertezze. Ma che le donerà anche ciò che ha sempre cercato, l’amore.

 

“Vorrei portarti a fare una passeggiata, in città, al mare, al lago, mettermi seduto con te su una panchina e guardarti come si guarda una donna unica, ascoltarti, parlarti, farti sentire importante, dandoti l’attenzione che meriti. Vorrei essere l’uomo che ti conosce meglio di qualsiasi altro essere vivente e che, a differenza del resto del mondo, ti ha visto per come sei veramente, una donna capace di fare la differenza nella vita di chi ti sta vicino. Ma non voglio essere per te una cassetta di sicurezza, o una cassaforte. Voglio solo essere quello che alla fine della giornata chiude il museo, spegne le luci e si assicura, prima di andare via, che l’opera più preziosa della mostra sia ancora al suo posto al centro della sala principale.”

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