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RECENSIONE "AL PARCO CON MAMMA" DI JUDITH KERR

martedì 14 luglio 2020

Buongiorno cari lettori,

per me questa è la prima settimana di ferie e, fra un tuffo in acqua e un po' di sole insieme ai miei bimbi, vi parlo di un bellissimo albo illustrato che mi è stato inviato dalla Harper Collins, “Al parco con mamma” di Judith Kerr.

 

Un libro che parla di quanto sia magico il rapporto mamma-figlio e di quanta felicità sia contenuta in ogni singolo momento trascorso insieme.

 

Siamo al parco, la mamma si concede una telefonata con l’amica per “staccare” un po' la spina mentre il bimbo si diverte a giocare.

Sarà proprio ascoltando quella telefonata che il protagonista vivrà un’avventura esilarante: incontrerà un cane, darà da mangiare ai piccioni e volerà insieme ad un bellissimo cigno bianco.

 

È un albo che rappresenta meravigliosamente l’importanza della fantasia e di quanto essa sia compagna della vita dei nostri piccoli e, perché no, anche della nostra. Grazie alla fantasia i bambini sono in grado di creare mondi paralleli e di vestire i panni di “qualcun altro”, viaggiando pur restando comodamente seduti sul divano.

 

Ho trovato questo albo molto profondo per le tematiche trattate: di mamme che necessitano di prendersi un po' di tempo per sé ne conosco diverse (io per prima!), e credo sia più che legittimo, considerate le ore di lavoro e tutto ciò che comporta la gestione famigliare. Nonostante questo, c’è stato quel qualcosa che mi ha lasciata un po' interdetta: l’idea di una mamma che chiacchiera allegramente al telefono lasciando correre indisturbato il bambino per tutto il parco non mi ha entusiasmato.

 

Parto con il dirvi che io non sono una mamma particolarmente “chioccia” nel senso che mi piace lasciare ai miei figli un margine d’azione, senza stargli troppo attaccata ma guardandoli anche da lontano, ma in queste pagine ho trovato diverse situazioni che mi hanno spaventata.  

 

A mio parere non era questo l’intento dell’autrice: ecco perché non mi sono focalizzata su questo aspetto, che solo un adulto può cogliere, ma ho cercato di guardare le cose con gli occhi di un bambino:

sapere di essere con la mamma è già fonte di sicurezza ed è sapere di poter fare (quasi!) tutto.

 

Una lettura sicuramente consigliata ai più piccoli, ma di grande aiuto anche per noi adulti!


RECENSIONE "L'INFINITO DI AMARE" DI SERGIO CLAUDIO PERRONI

martedì 7 luglio 2020


“E pensa all’imbecillità di quanti farneticano che la bellezza degli attimi irripetibili stia proprio nella loro evanescenza” 

Buongiorno lettori, un po' in ritardo rispetto alla tabella di marcia che mi ero prefissata, oggi vi parlo di un libro meraviglioso che ho però letto con qualche difficoltà: “L’infinito di amare” di Sergio Claudio Perroni, edito La Nave di Teseo che ringrazio per avermi omaggiato della copia digitale.

Si tratta di un libro di circa 100 pagine, la storia pura e dolcissima di un amore come un altro, il racconto di quelle sensazioni ed emozioni tipiche dello sbocciare di questo meraviglioso e sconfinato sentimento. 

“Strani i loro rapporti fisici, forse per la rarità dei loro incontri e per la conseguente novità che molti loro aspetti mostrano nel manifestarsi. Lui sembra sempre stupito di poterla avere del tutto ancora una volta”

Il romanzo è suddiviso in tre parti: oggi, ieri e domani. In ognuna di queste vengono raccontati i pensieri di due innamorati, partendo dal desiderio l’uno dell’altro fino ad arrivare al desiderio di solitudine, quella volontà di allontanarsi, come per riprendere un po' di respiro.

“Non si sono mai addormentati dandosi la schiena… e quasi mai si sono addormentati faccia a faccia”

Un libro dal significato profondo e bellissimo, molto intimo ma mai volgare. 
L’ho apprezzato moltissimo, ma ho trovato un po' complicato lo stile dell’autore. La narrazione è più che fluida ma ho spesso riletto più volte le frasi per cogliere ciò che mi sembrava di essermi persa per la strada.
Questa non vuole essere una critica quanto piuttosto un’ammissione da parte mia di un mio limite; probabilmente ho letto questo libro in un momento piuttosto intenso della mia vita che non mi ha permesso di godermelo appieno.
Ne consiglio comunque la lettura perché in poco più di 100 pagine viene raccontato un amore che mai avevo conosciuto. Un viaggio profondo e inaspettato.

RECENSIONE "A CASA MIA A CASA TUA" DI MARIANNE DUBUC

giovedì 2 luglio 2020


Buon pomeriggio cari lettori e buon inizio luglio!

Oggi vi parlo di “A casa mia a casa tua” di Marianne Dubuc, un albo coloratissimo e molto simpatico edito Margherita Edizioni, che mi è stato gentilmente inviato in formato digitale e che sia io che i bimbi abbiamo molto apprezzato.

 

L’albo racconta la storia della famiglia Coniglietti che vive in un appartamento al piano terra all’interno di un condominio ospitante sette famiglie.

Vengono raccontate storie di vita quotidiana con uno stile narrativo accattivante ed illustrate in maniera molto semplice con un’attenta cura dei dettagli, facilmente interpretabili e riconoscibili da bambini a partire dai 3 anni.

Il fulcro della storia è l’organizzazione della festa di compleanno di coniglietto, partendo dalla consegna degli inviti agli amici fino ad arrivare alla preparazione della torta. Contemporaneamente, all’interno degli altri appartamenti, succedono cose che non vengono esplicitate attraverso le parole ma che sono visibili grazie alle illustrazioni e che hanno divertito Jacopo perché è riuscito ad usare la fantasia inventando lui una “storia nella storia”.

 

Troveremo la famiglia Gatti in pieno trasloco, vedremo Volpetto diventare fratello maggiore, Ricciotto felice di riabbracciare il papà dopo un lungo viaggio di lavoro ed un signor Bruno costretto a letto dall’influenza.

 

Ammetto di aver conosciuto questa Casa Editrice grazie alla pubblicità vista da alcuni blogger su Instagram e, venuta a conoscenza dell’uscita di questo albo non ho saputo resistere e non me ne sono assolutamente pentita.

 

Consiglio la lettura di questo albo a tutte le mamme, zie, dade e babysitter; sarà un’esperienza unica e formante.


RUBRICA 2MAMME4LIBRI TEMA "LIBRI"

lunedì 29 giugno 2020

Buon pomeriggio cari lettori,

eccoci al terzo appuntamento con la rubrica #2mamme4libri.

Per il mese di giugno io e Ilaria abbiamo scelto il tema “LIBRI”. Un tema molto caro a tutti noi, appassionati di lettura.

I libri che ho letto e che oggi vi presento sono: “La libreria del tempo andato” di Amy Meyerson, edito Nord per quanto riguarda la proposta adulti e “Un leone in biblioteca” di Michelle Knudsen edito Nord-Sud Edizioni per la proposta dei piccoli.

 

Comincio con il dirvi che sono state due letture estremamente interessanti, due bellissime nuove scoperte.

Partiamo con il mio consiglio per l’universo “adulti”.

 

“La libreria del tempo andato” è una caccia al tesoro, una corsa alla ricerca della verità sulla propria famiglia (o su quella che si crede tale).

Miranda è sempre vissuta circondata dai libri; lo zio Billy era proprietario di “Prospero Books”, la libreria di famiglia, il luogo dove ha passato interi pomeriggi, sognando fra le pagine dei libri stipati sugli scaffali. Sarà proprio la morte dello zio Billy a spingerla ad affrontare quei segreti che da tempo si celavano all’interno della loro famiglia. Attraverso una caccia al tesoro organizzata ad opera d’arte dallo stesso Billy, Miranda ripercorrerà la vita dello zio, scoprendo cose che non avrebbe mai potuto immaginare, e riscoprendo anche sé stessa, facendo pace con un passato che aveva causato molto dolore.

La scrittura molto scorrevole e lineare ha reso la lettura piacevole e molto veloce, instillandomi la curiosità di conoscere l’esito dell’avvincente caccia al tesoro.

Questo libro mi ha insegnato che solo facendo pace con noi stessi e perdonando saremo veramente in grado di accettarci e soprattutto di perseguire la vera felicità.

 

“Un leone in biblioteca” è invece un bellissimo viaggio che ho fatto insieme ai miei bambini, Jacopo e Camilla; un viaggio che ci ha divertito e fatto riflettere.

 

Non è una cosa di tutti i giorni vedere un leone in biblioteca.

Soprattutto un leone composto ed educato, attento alle letture di gruppo, di aiuto nelle attività quotidiane e rispettoso delle regole.

Un bel giorno però a causa di un incidente, il leone è costretto a infrangere la regola più importante: non correre e non gridare.

Lo fa per un motivo molto importante: attirare l’attenzione su un incidente avvenuto all’interno della biblioteca.

Il leone è molto intelligente e non aspetta di ricevere una punizione per il suo comportamento scorretto ma decide di andare via e di non tornare più alla biblioteca.

Non vi racconterò altro di questo meraviglioso album, sperando di avervi incuriosito e spinto ad acquistarlo e leggerlo insieme ai vostri bimbi.

Un albo che insegna l’importanza del rispetto delle regole regalando allo stesso tempo un bellissimo spaccato delle relazioni, di come ci si affezioni e di come si possa volere bene a chi è diverso da noi.


RECENSIONE "IL BUIO OLTRE LA SIEPE" DI HARPER LEE

giovedì 25 giugno 2020


Oggi sono molto felice di parlarvi di un’altra mia prima volta.

Eccomi alle prese con una graphic novel, “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee, con adattamento e disegni di Fred Fordham, edito Mondadori Oscar Ink.


Premetto che non ho mai letto il libro e non ho visto il film, ma ho adorato questa graphic novel e penso che prima o poi recupererò entrambi.


La storia si svolge a Maycomb, nei primi anni ’30.

Protagonisti sono un fratello ed una sorella, Jem e Scout, orfani di madre, morta quando erano entrambi piccoli. Vivono con il padre, Atticus Finch, avvocato con uno spiccato senso della giustizia e Calpurnia, la governante.

Il padre, con la grande responsabilità di crescere due figli senza una figura femminile di riferimento, cercherà di insegnare loro valori morali come l’amore, il rispetto e l’uguaglianza.


Le cose prenderanno però una piega inaspettata quando Atticus si troverà a difendere Tom Robinson, un uomo di colore accusato di aver violentato Mayella Ewell, una ragazza bianca. Scout e Jem per questo saranno spesso derisi e presi in giro, costretti ad affrontare una realtà più grande di loro.


Il tema del razzismo e della disuguaglianza attraversa il racconto in maniera preponderante; la figura di Atticus è un concentrato di coraggio e forza d’animo: nonostante le malelingue e la cattiveria della gente del paese porta avanti la sua battaglia nonostante ne conosca già l’esito.


“Volevo farti capire cos’è davvero il coraggio. Coraggioso non è un uomo con un fucile in mano. Avere coraggio significa sapere che prenderai una batosta ancora prima di cominciare, eppure vai avanti per la tua strada. Di rado arrivi alla vittoria, ma a volte ci riesci.”

 

Un libro che, scritto negli anni ’60, è oggi più attuale che mai.

Le immagini sono riuscite più volte a trasmettermi emozioni forti, a rendere più reale e vivo ciò che avrei potuto “solo” leggere in un libro senza illustrazioni.

Ho provato rabbia di fronte alle ingiustizie, pena, ma anche tanta tenerezza, soprattutto in alcuni passaggi dove ho percepito fortemente il senso di ingenuità che contraddistingue l’essere bambino.

 

Consiglio fortemente la lettura di questa graphic novel, genere che non avevo ancora conosciuto e che, seppure inizialmente riluttante all’idea di leggere un libro “a fumetti”, mi ha appassionato e travolto.

Al suo interno è contenuto un insegnamento prezioso

 

“Atticus, era un tipo perbene..." "Come la maggior parte delle persone Scout. Quando alla fine riesci a vederle.”


RECENSIONE "COSI' TANTO" DI TRISH COOKE E HELEN OXENBURY

martedì 23 giugno 2020


Una famiglia numerosa e molto affiatata.

Questa è l’atmosfera che si respira all’interno delle pagine di questo bellissimo albo illustrato intitolato “Così tanto”, edito Pulce Edizioni che ringrazio per questa freschissima collaborazione.


Il protagonista è un bimbo davvero molto fortunato: dalla mamma alla bisnonna, tutti, lo amano COSI’ TANTO! e glielo dimostrano in tutte le maniere possibili.

È il giorno del compleanno di papà, e tutta la famiglia si è radunata per fargli una festa a sorpresa.

Prima di festeggiare il papà, però, tutte le attenzioni sono per il piccolo protagonista: la zia, lo zio, la nonna, la bisnonna e il cugino lo fanno divertire e giocare ma soprattutto lo fanno sentire amato.

 

Questa storia è un concentrato di affetto, desiderio, condivisione: il protagonista è così emozionato che fatica ad addormentarsi, le emozioni della giornata lo hanno riempito di entusiasmo e gioia.

 

Ho apprezzato moltissimo il ripetersi della frase

 

“Stavano lì senza far niente”

 

ad ogni ingresso in casa di un componente della famiglia.

 

Importante, fondamentale concetto (ma questo è un mio parere) quello della noia; non semplice da spiegare e far comprendere ai nostri piccoli ma utile a loro nello sviluppo della creatività e della riflessione, utile a superare proprio la fase della noia stessa.

 

Una lettura che è piaciuta moltissimo a Jacopo e Camilla, fortemente attratti dalle grandi illustrazioni e dai loro colori sgargianti.


RECENSIONE "STONER" DI JOHN WILLIAM

venerdì 19 giugno 2020

 
"Non credere di scappare, amico mio. Ora tocca a te. Chi sei tu, veramente? Un umile figlio della terra, come ti ripeti davanti allo specchio? Oh, no. Anche tu sei uno dei malati: sei il sognatore, il folle in un mondo ancora più folle di lui, il nostro Don Chisciotte del Midwest, che vaga sotto il cielo azzurro senza Sancho Panza. Sei abbastanza intelligente, di certo più del nostro comune amico. Ma in te c’è il segno dell’antica malattia. Tu credi che ci sia qualcosa qui, che va trovato. Nel mondo reale scopriresti subito la verità. Anche tu sei votato al fallimento. Ma anziché combattere il mondo, ti lasceresti masticare e sputare via, per ritrovarti in terra a chiederti cos’è andato storto. Perché ti aspetti sempre che il mondo sia qualcosa che non è, qualcosa che non vuole essere. Sei il maggiolino del cotone, tu. Il verme nel gambo del fagiolo. La tignola nel grano. Non riusciresti ad affrontarli, a combatterli: perché sei troppo debole, e troppo forte insieme. E non hai un posto al mondo dove andare.”
 

William Stoner poteva apparire agli occhi di molti un personaggio anonimo; figlio di contadini, una vita piatta, prima nei campi di famiglia e mai lontano dal suo paesino, poi all'università, come docente, un lavoro mantenuto per tutta la vita, una moglie ed una figlia.


Ho letto “Stoner” dopo averne sentito parlare moltissime volte e dopo aver letto svariate recensioni, NESSUNA negativa.


Per raccontarlo in poche parole “Stoner” è la storia di una vita, la vita “normale” di un uomo straordinario, dedito al lavoro. Un uomo che ha vissuto al fianco di una donna dalla quale sarebbe dovuto scappare probabilmente già dal viaggio di nozze, un uomo che ha amato profondamente il suo lavoro, facendolo diventare motivo della sua esistenza.


Ho adorato questo romanzo, anche se credo possa non essere per tutti. All'interno delle pagine sono nascosti significati che possono essere compresi solo se letti con il cuore, non con gli occhi.


Grazie a questa lettura ho capito che bisogna andare oltre alla singola parola o frase. Ci sono libri unici per i loro profondi significati, libri dai quali non ti aspetteresti mai un coinvolgimento tale, così intenso e profondo. 


È un libro che consiglio e che consiglierò sempre, per la ricchezza che è stato in grado di lasciarmi.


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